Medicina Aeronautica e Aerospaziale

L’uomo in volo e le problematiche psico-fisiologiche che comporta possono sembrare argomenti desueti. Ricordo che visitando la sala di Mission Control a Cape Kennedy in Florida, prima missione lunare, la postazione medica era in posizione rilevante, nel contesto di tutte le altre numerose caselle tecniche necessarie alla riuscita del volo. Al contrario, in tempi recenti, non ho potuto nascondere una certa delusione nel trovare a Houston, sempre nella sala Mission Control, la postazione medica relegata in un angolo, in ultima fila, deserta, nel momento in cui sono stato, seppure ad appena 24 ore dal lancio dello Shuttle Endeavour. Sarà così, ma fino dalle origini del volo umano, con macchine via via più efficienti, complicate e sicure, ci si è resi conto che l’ambiente esterno, salendo in quota, è sempre più inospitale, fa sempre più freddo, l’aria è rarefatta, non certo ottimale per l’uomo.

Mi viene in mente la foto del ten. col. Mario Pezzi nei preparativi, prima del tentativo di record, poi riuscito, all’alba del 22 ottobre 1938, negli anni d’oro dell’Aeronautica Italiana, con indosso uno scafandro, a tecnologia veramente avanzata per l’epoca: ossigeno e riscaldamento.

Medicina Aeronautica

Da lì il nascere e lo svilupparsi della Medicina Aeronautica con i lavori di fisiologi speciali come Margaria e Gemelli. Si proprio Agostino Gemelli, il fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che, insieme al fisiologo prof. Rodolfo Margaria e, a seguire Lomonaco, Scano, Meineri, hanno gettato le basi dello studio della fisiologia dell’uomo in volo in Italia, contribuendo allo sviluppo di macchine confacenti con le limitate possibilità di adattamento dell’uomo, tanto da fare volare in sicurezza, nel tempo, milioni di persone, in un mondo sempre più piccolo.

Non posso non pensare che negli anni trenta, mentre da NOI si giocava con gli aeroplani e si compivano imprese bellissime, ardimentose, trasvolando ripetutamente in formazione l’Oceano, tutto molto bello ma di fatto fine a se stesso, altri in Europa applicavano l‘arte del volo a ben diversi scopi. Ma tant’è, la Storia non si modifica.

Medicina per il volo

La Medicina Aeronautica quindi, agli albori, ha iniziato studiando tutti i fattori che influenzano la capacità dell’uomo di sopravvivere nel difficile ambiente atmosferico e ha concorso alla progettazione di macchine che rendessero ospitale per l’uomo questo ambiente, conosciuto allora solamente dagli scalatori. Parimenti altri problemi si evidenziavano e, anche a costo di numerose vittime, si è arrivati all’attuale sistema di sicurezza che coinvolge fattori diversi ma in cui è sempre preminente il “fattore umano”.

Il discorso si allargherebbe a dismisura. Qui basterà dire che, presso lo studio medico che si può vedere dall’alto, nella collinetta antistante all’Aeroporto dell’Urbe, ci si occupa dell’UOMO IN VOLO. Per adesso, limitatamente agli appassionati del volo.

Tutti gli aspetti aerofisiologici e normativi vengono trattati nella nostra
accademia di Medicina Aeronautica a Roma.

Oltre il rilascio di certificazioni di idoneità:
II cl., LAPL, CC, Para, quale AME, certificato dall’ENAC.